nuvolasenzainverno

Utente: nuvolasenzainverno
Nome: Diana Comari
Nuvolasenzainverno

Benvenuti

Qui inizio il mio viaggio virtuale sui sentieri colorati delle parole. Auguro buona lettura a tutti quelli che mi hanno seguita fino a qui e a chi verrà, magari per caso, e sceglierà di restare... E' bello sapere che si può fare un po' di strada insieme, uniti dal filo delle parole.
By Diana nuvolasenzainverno

I miei spazi

Nuvolasenzainverno
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"Questa casa fara' bello il tempo che fa. Vieni qui quando vuoi, tutto il tempo che vuoi, la mia casa se vuoi e' anche casa tua" P.Panella

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"Un azzurro scalzo in cielo, il cielo matto di marzo e di quel nostro incontro e al centro tu poggiata sui ginocchi e gli occhi tuoi per sempre nei miei occhi"
C. Baglioni

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Da ricordare

"Noi abbiamo tutte le possibilità per dimostrare di essere migliori di quello che dimostriamo tutti i giorni". D.S.


Ne vale sempre la pena

"Battiti combattiti in questa vita fatta a scale senza sapere se poi farsi male è vero o no. Con il pulsante del tuo cuore poter salire oltre il dolore. Battiti battiamoci da brutti sporchi e anche cattivi perché dobbiamo vivere da vivi con l'anima tra i denti. Battiti combattiti che sia sconfitta o sia vittoria che sia disfatta o che sia tutta gloria in questa via dove si gioca la partita che noi combatteremo fino all'ultima vita, all'ultimo omino".
C.Baglioni

Nuova Era

Ti traccero' nell'aria
di questa nuova era.
Dormendo senza sonno
anch'io cadro' dal mondo.
E ti terro' negli occhi
Ti cerchero' nel vento
Ti portero' nel petto
inciso dentro.
Com'era bella
la luna da comprare.
Com'era guerra
l'amore che portavi qui.
Per terra spariti spiriti
s'incendiano in
quell'alba lucida.
E lascia che sia eternita'
E lascia che sia temporale
E lascia che sia di passione
Finira'...
G. Nannini

"Abbiamo camminato e andremo avanti ancora sputtanando tutto con una cazzata sola"
L.Carboni

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domenica, 05 luglio 2009

La Milano perduta

Milano è perduta, il Partito Democratico ha perso il governo di tutte le istituzioni cittadine.
«Siamo fuori da tutte le istituzioni e rischiamo la marginalizzazione. Ormai non riusciamo neppure a raccogliere il voto di protesta, visto che lo stanno facendo Udc (che in molte realtà lombarde ha assunto un ruolo critico verso il Pdl) e Lega. La Lega, in particolare, continua a pescare tra i delusi del centrodestra e questo è anche il termometro del fatto che noi non siamo vissuti come alternativa reale. Continuiamo ad essere considerati quelli che hanno la testa girata dall’altra parte e quindi, piuttosto, gli elettori scelgono l’unico partito che dà almeno la sensazione di fare opposizione. Il famoso partito di lotta e di governo: la Lega, insomma», dice Filippo Penati al Corriere della Sera il 26 giugno, facendo un’interessante analisi della sconfitta alle amministrative.

Ecco una mia analisi della sconfitta di Filippo Penati, candidato alla Provincia di Milano per il Partito Democratico: La Milano perduta>>> (pdf)


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 00:00 | Permalink | commenti (1) |
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sabato, 04 luglio 2009

PUBBLICITA' DI FAMIGLIA

Autorevolezza Personale e Leader nella Professione - Adolfo Maria Comari

E' uscito l'11° libro di Adolfo Maria Comari dal titolo “Autorevolezza Personale e Leader nella Proessione - Psicologia della Leadership”, edito da McGrow-Hill Companies (Luglio 2009).


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 19:38 | Permalink | commenti |
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lunedì, 29 giugno 2009

Per dirla alla Baglioni, "Qui mi sto frugando parole per far sognar qualcuno"...
E mentre io scrivo qualcun'altra agisce...
"Qui in questa notte di note, a cercarmi la vita dentro le mani vuote. Ma che cos'è mai che mi fa credere ancora, mi riga gli occhi d'amore e mi addormenterà dalla parte del cuore"...

 


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 21:17 | Permalink | commenti |
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domenica, 28 giugno 2009

IL FUTURO DEL PARTITO DEMOCRATICO

Da tempo seguo con passione le vicende politiche del centro-sinistra, i dibattiti che dovrebbero essere interni ai partiti e che invece riempiono le pagine dei giornali, le feste, gli incontri pubblici con i vari esponenti della classe dirigente.
Ho sempre frequentato da osservatrice esterna – per ragioni di opportunità – gli ambienti del centro-sinistra ma ho anche sempre partecipato con passione a tutte le iniziative organizzate.
Alcune esperienze fatte hanno lasciato un segno importante e così ho provato a raccoglierle, unitamente alle riflessioni che sono nate in questo percorso.
Un percorso, il mio, che parte dal racconto di feste politiche e dall’organizzazione della campagna elettorale, per provare a capire le logiche che mantengono un partito vivo e credibile all’interno della società, passando attraverso l’analisi della classe politica del centro-sinistra, delle parole dei suoi esponenti principali e dei risultati elettorali per arrivare a tracciare i punti sulla base di cui il Partito Democratico dovrà proseguire il cammino se vuole conquistarsi il futuro.

Nel testo che allego in pdf a questo messaggio, i lettori del blog troveranno anche degli scritti già visti, rielaborati in chiave diversa, uniti a stralci di altre riflessioni nate nelle ultime settimane.
E' una scelta un po' diversa dal solito quella di pubblicare queste riflessioni, scritte nella notte in queste ultime due settimane con intenti molto diversi dalla pubblicazione in rete. Le mie idee politiche sono note, ma avviso che questa volta le mie osservazioni sono un po' meno "da esterna". 

Partito Democratico: l'importante è esserci. La campagna elettorale, i dirigenti, il futuro del partito>>> (pdf)


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 23:26 | Permalink | commenti (1) |
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sabato, 20 giugno 2009

SIAMO NOI

Siamo noi.
Noi che abbiamo bisogno di punti fermi, di certezze, perché cambiare fa paura.
Noi che da un po’ di tempo a questa parte non abbiamo dormito più. Sempre svegli, sempre accesi giorno e notte, senza capire bene il perché: sapevamo solo che qualcosa faceva proseguire a tentoni nel buio… un sogno, una bugia, un miracolo.
Noi che abbiamo vissuto un giorno sì e dieci forse, dilaniati da domande a cui le risposte (per quanto puntualissime) non sono mai bastate.
Noi che non ci abbiamo capito niente e anche dopo aver capito non ci è bastato lo stesso.
Noi che all’improvviso non abbiamo più saputo bene cosa fare e abbiamo dovuto imparare in fretta i parametri nuovi per resettare il nostro equilibrio precario.
Noi con i pensieri da riordinare, insieme alle canzoni dell’i-pod.
Noi che abbiamo cambiato il significato alle nostre canzoni preferite e non le ritroviamo più.
Noi che alterniamo il pianto al sorriso nel giro di pochi minuti.
Noi che non riusciamo più a leggere un libro per il troppo da fare e per gli occhi che diventano lucidi una riga sì e l’altra pure.
Noi che non sappiamo più spegnere il computer, e digitiamo ossessivamente sulla tastiera ogni minuto, come se in un minuto potesse cambiare il mondo contenuto in quel monitor.
Noi che il venerdì notte non è più uguale e vaghiamo aspettando non si sa più cosa.
Noi che all’improvviso si può uscire, consapevoli che questo non basterà.
Noi che correvamo più veloci della luce e adesso siamo lenti nelle gambe.
Noi che ci allarmiamo per una parola troppo forte e per le reazioni che questa potrebbe scatenare.
Noi che diventiamo apprensivi e ci preoccupiamo delle fragilità altrui perché ci hanno insegnato che l’amore è prendersi cura di chi si ama e ci mostriamo pronti a elargire sorrisi e sostegno perché non vogliamo far vedere che siamo proprio noi ad aver bisogno di protezione e rassicurazione.
Noi che ci emozioniamo ancora per una parola, un gesto, un sorriso.
Noi così diversi, ma tutti stregati dalla stessa emozione che raccontiamo tutti con stesse parole, gli stessi sorrisi larghi e gli stessi sguardi accesi di magia.
Siamo noi, così fragili e confusi, con la paura di perderci per la strada, senza la certezza che qualcuno verrà più a riprenderci.
Siamo noi che cerchiamo ogni giorno il nostro sogno per continuare il nostro viaggio, per non perdere la direzione. E la cerchiamo in una fotografia, in una frase sottolineata, in un ritaglio tenuto da parte perché il tempo non ce lo faccia dimenticare.
Siamo noi, con la voglia di essere migliori e la paura di non esserlo mai abbastanza.
Siamo noi che ci inventiamo sempre un’altra bugia, un’altra scusa per rubare un altro momento, per avere un’altra occasione che giuriamo sarà l’ultima ma che appena si conclude ne stiamo già cercando un’altra ancora.
Siamo noi che forse oggi cominciamo a riemergere dalla confusione e a sorridere un po' più sereni e convinti che va bene così, ma non sappiamo ancora se domani sarà altrettanto chiaro.

Questo è per le amiche di sempre che hanno condiviso con me l’allegria spensierata di un percorso bellissimo, per le nuove persone incontrate negli ultimi mesi e nelle cui parole ho letto i miei pensieri, per chi ci ha permesso di scoprire la meraviglia e ci ha accompagnati fino a qui e vorrei ci accompagnasse ancora, ma soprattutto questo è per quei due ragazzi che una sera ho promesso che avrei provato a far sorridere e per tutti quelli che si sono sentiti così.

La verità è che noi siamo tutti in queste parole, quelle che non diremo mai quando verranno a chiedercele, ma a cui era giusto dare spazio perché chi ci sta accanto deve prendersi la responsabilità di saperlo.


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 01:12 | Permalink | commenti |
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domenica, 14 giugno 2009

PUBLIC RELATIONS

Sabato pomeriggio, negozio del parrucchiere. Il salone è pieno di signore in attesa di farsi acconciare come dive del cinema, ma i discorsi che si fanno nell'attesa non sono le solite chiacchiere di gossip. Qualcuna sfoglia i quotidiani e volano i commenti sulla visita di Gheddafi in Italia.
Una signora è inferocita per l'accoglienza riservata da Berlusconi al leader libico e per il comportamento che questo ha tenuto nei riguardi delle istituzioni italiane. "Noi avremo fatto quel che abbiamo fatto in Libia, ma non è che adesso devono continuare a ricattarci per sessant'anni", commenta una cliente. Qualcun altra approva Fini per aver riportato una nota di serietà a quell'ospite così surreale, cancellando l'incontro alla Camera visto il suo ritardo ingiustificato.

Sorprende vedere accendersi il dibattito politico in un negozio di parrucchiere, ma a sorprendere di più è proprio il parrucchiere - di solito tranquillo e taciturno - che si cala nella mischia per dare un'ottima lezione di relazioni pubbliche.
"Ma voi pensate davvero che Berlusconi ha chiamato qui Gheddafi e lo abbia lasciato fare tutta questa pagliacciata perché gli è simpatico?", ha esordito il signor Gino.
"Berlusconi lo ha lasciato fare perché gli conviene. - ha proseguito il parrucchiere - Prima di tutto perché c'è un accordo in corso per il respingemento dei barconi di clandestini e poi, soprattutto, perché la Libia ha il petrolio e quello ci serve". "Come quando Berlusconi ha invitato Putin nella sua villa in Sardegna, non penserete davvero che lo abbia chiamato lì a far le vacanze perché sono amici? - ha insistito il parrucchiere - L'amicizia è un'altra cosa: Putin è pure peggio di Gheddafi, ma ha il gas e tutti gli inverni c'è da questionare... Berlusconi lo ha invitato per poter avere poi condizioni favorevoli quando si trattava di siglare gli accordi sui rifornimenti. Mica è stupido".

La verità è il signor Gino ci aveva preso in pieno e, mentre nessun giornale aveva mai sottolineato l'importanza di queste relazioni private (spesso vissute in modo molto al di sopra delle righe) al fine di raggiungere obiettivi pubblici, lui le aveva intuite perfettamente e ora ci stava dando un'ottima lezione su come si fanno affari nella vita: con le buone relazioni!

Personalmente, continuo a pensare che certe relazioni, in ogni caso, avrebbero potuto essere intavolate un po' diversamente.


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 12:09 | Permalink | commenti (1) |
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venerdì, 12 giugno 2009

UOVA E FARINA AL LICEO PARINI: PARLA UNA STUDENTESSA

«Non hai idea! Non vedevo l’ora di arrivare a casa e infilarmi sotto la doccia. La farina mi è andata ovunque, non puoi immaginare». A parlare è una liceale del Parini, reduce dalla battaglia di uova, gavettoni e farina che si è consumata l’altro giorno fuori dalla scuola appena la campanella ha sancito la fine dell’anno scolastico.
«Sono uscita con Chiara, abbiamo fatto in tempo a schivare due uova, ci siamo sedute al bar di fronte alla scuola e poi è scoppiato il casino», dice ancora la studentessa al telefonino con un’amica.
È una bella ragazza mora, vestita alla moda, con i tacchi alti e la borsetta griffata; una ragazza che certamente non si vedrebbe bene infarinata. L’amica curiosa fa domande dall’altra parte del telefono e lei risponde: «Ma va, quali controlli? Hanno nascosto le uova nei posti più improbabili, perfino sotto alle macchine parcheggiate in strada e poi giravano con bottiglie e sacchettoni pieni. La polizia è arrivata tardi, hanno fotografato uno che tirava le uova con il cellulare, ma poi quando sono venuti per identificare le persone, i lanciatori sono scappati e hanno preso due che non c’entravano niente... Non lo so, ho visto che chiedevano i codici fiscali».
Ecco come funziona la sicurezza a scuola: con gli sbirri che hanno paura di due uova e fermano i ragazzi sbagliati, gli sfigati che non scappano perché pensavano di non aver fatto nulla di male!
E ancora: «No, non si poteva fare nulla… Cosa vuoi controllare? Lo scorso anno, dato che avevamo già raggiunto il numero minimo di giorni di scuola previsti dalla legge, una mattina il preside ha mandato una circolare dicendo che si chiudeva quel giorno stesso, in anticipo. Così nessuno se lo aspettava e non si è potuto fare niente, ma quest’anno non avevamo fatto giorni in più e si doveva per forza chiudere ieri e quindi c’è stato tutto il tempo di organizzare la battaglia».
La liceale prosegue il suo racconto, con voce allegra, come di chi vuol indicare che in fondo non è successo nulla: «Sì mi sono pure divertita, però, diciamo che se non mi conciavano così mi sarei divertita di più. Per fortuna uova non ne ho prese».

Dopo le tante parole sui giornali, i servizi dei tg, questa è la voce vera di una studentessa sulla battaglia del Parini: per i ragazzi si è trattato solo di un gioco, un modo molto al di sopra delle righe per divertirsi e festeggiare la fine della scuola.


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 22:01 | Permalink | commenti |
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giovedì, 11 giugno 2009

VIAGGIO A ROMA

Come avrete potuto leggere negli ultimi scritti, sono reduce da un nuovo viaggio a Roma: una città profondamente diversa da quella di qualche anno fa.
Scopritela nel mio "diario di viaggio": Roma, 29 maggio - 2 giugno 2009 (pdf)>>>

Roma - Piazza di Spagna

Un viaggio breve ma intenso tra il centro storico, i quartieri residenziali e le periferie deserte; la politica, con la campagna elettorale in corso; fino agli gli incontri con persone e personaggi, ma anche le impressioni e i sentimenti personali.


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 23:25 | Permalink | commenti (1) |
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mercoledì, 10 giugno 2009

DAL BRASILE A ROMA

Sono tre, dagli occhioni grandi e il sorriso che riempie il viso. Hanno 3, 6 e 9 anni, sono color cioccolato e sono bellissimi. Il più piccino sembra Cicciobello ma non è un bambolotto.
Per arrivare qui hanno affrontato un viaggio molto lungo e chissà quanti dubbi li hanno accompagnati in volo dal Brasile a Roma, insieme a quelli che saranno i loro genitori.

Una famiglia nuova li ha accolti con feste e coccole. Adesso tocca a Roma accoglierli e farli sentire a casa.
Roma che – come molte delle nostre città negli ultimi tempi – non ha mostrato un bel volto agli stranieri che la abitano. Roma che, dopo aver passato anni a mostrare la sua parte migliore e la sua apertura, ultimamente, sembra aver lasciato uscire tutto il peggio delle tensioni che probabilmente ha covato di nascosto per lungo tempo.

C'è una Roma diversa da quella dei monumenti affollati dai turisti. C'è una Roma che per anni ha vissuto nel silenzio, nascosta, negata, che tutti hanno cercato di seppellire sotto l'abito della festa e degli ideali dell'accoglienza e dell'apertura che si addicono ad una Capitale europea. E' una Roma nera che si è risvegliata all'improvviso dal letargo, dopo l’elezione del sindaco Alemanno. È una Roma che ha covato rabbia per anni e che ora emerge prepotente perché si sente forte, anche grazie alla politica della destra al governo nazionale e vuole riconquistarsi un posto al sole che fino ad ora gli era stato negato.
C’è ancora qualcuno che fa i saluti romani, che devasta i negozi degli immigrati o che tende loro agguati nei parchi mentre preparano gli stand per una festa.
I politici guardano, con le parole condannano (quando si ricordano), ma poi non perdono occasione per fare una mossa che mostri il contrario delle loro parole.
Veltroni ci aveva provato a rendere tutto un po' migliore offrendo la cultura, ma forse non è bastato a cancellare l’odio...


Non è un buon momento per arrivare da così lontano, non è lo più in nessun posto da quando il governo ha enfatizzato la logica della paura e dell’insicurezza a cui l’unica risposta che vuole mostrare di saper dare è quella della repressione dura (i fatti, tuttavia, sono un po’ diversi dai proclami – e i drammatici fatti di cronaca quotidiani delle periferie lo dimostrano - ma dove non rispondono le forze dell’ordine, sempre più spesso risponde la violenza dei singoli gruppi che si sentono autorizzati a fare ciò che fanno perché nessuno ne prende in modo chiaro le distanze).


Guardando le foto di quei tre bambini e pensando alla loro storia che li ha portati fino in Italia, vorrei che riservassimo per loro e per tutti quelli come loro, solo il meglio.
Quei tre bambini sono dei nuovi romani, porteranno un cognome romano, andranno a scuola a Roma, avranno amichetti romani e diventeranno cittadini romani come se fossero nati lì.
Roma ha il dovere di accogliere quei tre bambini come se fossero nati lì, di farli sentire sempre a casa (come fa con i turisti, che arrivano e vorrebbero non ripartire mai più) e sempre figli suoi, senza stupide differenze, senza pregiudizi.
Roma deve dimostrare il meglio di sé con quei bambini e con tutti quelli come loro. Roma è una città meravigliosa e può dare davvero molto.

Riporto un bellissimo scritto di Valeria Viganò, pubblicato su L'Unità di ieri, in cui è descritto molto bene ciò che è accaduto nella Capitale: C'era una volta l'aria di Roma (pdf)


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 23:34 | Permalink | commenti (1) |
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martedì, 09 giugno 2009

DIRIGENTI MILITANTI

Appena concluse le elezioni europee, più che sull'analisi del voto (che è piuttoso chiaro: gli italiani cominciano a non credere più tanto a Berlusconi, ma non si fidano abbastanza neanche del PD; essendo ormai considerata morta e sepolta la sinistra comunista, gli elettori di sinistra si sono orientati su Di Pietro e quelli di destra sulla Lega Nord), preferirei soffermarmi a riflettere su alcuni dirigenti: ogni tanto si incontra anche qualcuno di speciale, come Piero Fassino.

Chi lo conosce lo ama perché è un politico che mira al concreto, che parla in modo chiaro e diretto, senza strani giri di parole, che va subito al sodo, ma soprattutto è un uomo che lavora.
Per molti della mia generazione, Piero Fassino è il Segretario dei DS, il migliore (senza nulla togliere ad altre importanti personalità), il nostro, quello che abbiamo conosciuto e seguito mentre cercava di dirigere il partito verso orizzonti più moderni e aderenti alla realtà per rispondere adeguatamente alle nuove esigenze dei cittadini. Piero Fassino è quello che non ha mai avuto paura di uscire allo scoperto e di farsi vedere, anche quando si trattava di prendere dei fischi, quello commosso il giorno dell’addio ai DS, quello che non ha mai mancato un appuntamento nel Nord-Italia che tutti gli altri disertavano rassegnati a lasciarlo per sempre in balia della destra. 


Piero Fassino è un “politico-militante”, come lo ha giustamente definito David Sassoli durante un comizio da Piazza S. Cosimato (nel quartiere di Trastevere), venerdì 29 maggio.
Piero Fassino è un uomo di partito che lavora per il partito, sempre a disposizione, sempre presente, sempre pronto a rimboccarsi le maniche e a darsi da fare.
È stato così anche quella sera, arrivato in leggero ritardo rispetto a quanto previsto perché era da poco rientrato da un viaggio in Cambogia, con ben 30 ore di aereo e una corsa in Molise per la campagna elettorale, ma - anche se per poco, perché la stanchezza cominciava a prendere il sopravvento - aveva voluto essere presente a quell’incontro, come aveva promesso ai tanti che lo stavano attendendo.
Fassino ha parlato a braccio davanti alla gente di Trastevere, ha raccontato del suo lungo viaggio, dei suoi impegni importanti, ma anche della sua voglia di essere presente in quella piazza a sostenere la candidatura alle elezioni europee di Sassoli.

Un ottimo lavoro è stato fatto negli ultimi mesi anche da Dario Franceschini, bravo dirigente e perfetto militante che si è impegnato intensamente in questa campagna elettorale per cercare di vincere le elezioni, ma anche e soprattutto per cercare di dare una linea un po’ più chiara e precisa al Partito Democratico.

Sono anche i dirigenti come loro, che lavorano e che si impegnano, a far venire voglia di votare un partito.


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 23:45 | Permalink | commenti |
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sabato, 06 giugno 2009

ROMA: VACANZA POLITICA

Roma non è la stessa: da un anno a questa parte, la città ha cambiato pelle. Lo si vedeva a dicembre, nel quartiere Prati con i muri imbrattati dalle scritte di estrema destra e lo si è visto tra fine maggio e inizio giugno dove la città è rimasta bloccata un giorno sì e l’altro pure: prima con la partita della Champions League che ha fatto chiudere tutta la zona intorno allo stadio Olimpico (e anche un po’ oltre), poi con il vertice del G8, poi con il Giro d’Italia e infine la parata militare del 2 giugno. Piazza San PietroEventi importanti che sicuramente richiedevano delle misure di gestione del traffico un po’ speciali, ma probabilmente non era il caso di bloccare mezza città ogni giorno: manifestazioni di questo tipo dovrebbero servire a fare da richiamo per le persone e creare interesse, apertura, non chiusura. Le strisce gialle dei nastri delle forze dell’ordine lungo marciapiedi del quartiere Prati davano un senso di "città blindata", anche molto di più di quella che era Roma in realtà.
Molti i turisti alle prese con la ricerca di un improbabile autobus nel vie interdette al traffico e a chiedere informazioni a romani rassegnati a un’altra giornata di ordinario casino.
Meno del solito, però, i turisti arrivati nella capitale: negli alberghi si trovava posto senza troppa difficoltà e le strade non erano stracolme fino a non poter camminare, come accadeva in altre giornate di ponte gli anni precedenti, così come si trovava posto a sedere senza azzuffarsi sul bordo della Fontana di Trevi: forse le condizioni meteo non proprio favorevoli hanno disperso un po’ la folla (e pensare che una volta a Roma era sempre primavera)!

La cosa più buffa è accaduta chiedendo per una crociera sul Tevere. Il ragazzo del box di informazioni per i turisti di Porta Angelica mi ha detto che sarebbero ripartiti il giorno 2 giugno alle 8.00 del mattino. "Ma come? – gli ho chiesto – Il 2 finisce il ponte e i turisti italiani ripartono. E poi alle 8.00? Ma i turisti dormono ancora". Lui ha allargato le braccia e ha detto che era così. Ho cambiato box, mi sono fermata a quello di Castel Sant’Angelo e ho chiesto ancora per un giro in barca sul Tevere. La ragazza bionda ha scosso la testa: "No signorì, nun se po’: non li ha visti i tiggì? I barconi so’ affondati a dicembre con la piena der fiume". Ho riso e ribattuto che non saranno affondati tutti. "Sì, sì signorì, tutti so’ affondati e quelli rimasti so’ rotti, nun se sa quanno ripartono, er sito nun dice gnente", ha replicato la bionda. Ho continuato a ridere perché la ragazza, con quel suo accento romanesco e quell’aria rassegnata, era divertente, ma possibile che da dicembre a giugno nessuno ha pensato di riparare qualche barca per i turisti?

Oltre alla Fontana di Trevi e ai poster di Vacanze romane venduti tra i souvenir nelle bancarelle, oltre ai locali alla moda e ai monumenti che hanno fatto grande la città, a Roma era in corso una forte campagna elettorale.
Girando per le vie ne ho incontrati tanti di ragazzi che distribuivano volantini, di sezioni di partito aperte, di comizi e incontri.
PD Roma CentroSabato sera, passeggiando tra gli ambulanti di Campo de Fiori, mi sono fermata a guardare dei volantini sparsi su dei tavoli e, mentre stavo per prenderne uno, mi sono accorta di un manifesto incollato al muro sopra la mia testa e della targhetta del PD sulla porta di quello che avevo scambiato per uno dei tanti negozi. "Entra, entra" – mi ha detto un signore seduto accanto al banchetto che mi stava osservando da un po’ – "Si può entrare, vai a vedere". Era la storica sezione di Via dei Giubbonari. Fogli con segnate le iniziative in calendario e i turni della settimana appesi alle pareti, giornali e volantini sul tavolo, videocassette, libri e dvd ben ordinati negli scaffali: l’ambiente era vivace, accogliente, parlava di una storia grande e importante tutta conservata perfettamente e di un futuro imminente da supportare e costruire. Si respirava un’atmosfera di tempo senza tempo, in cui il passato va a formare il presente armonicamente, in cui tutto ciò che stato trova posto per divenire ciò che sarà.

A Roma la campagna elettorale il Partito Democratico l’ha fatta davvero e anche bene. "Complimenti, siete molto bravi e state facendo un bellissimo lavoro", ho detto al signore seduto che custodiva la sede del centro, "Da noi le cose vanno un po’ diversamente". "Perché? Avete bisogno di gente? Di dove sei? Magari possiamo mandare qualcuno, noi", si è preoccupato il signore del PD. "Di Milano" – ho risposto – "Dove il PD si è arreso prima di cominciare. Dove non si vede quasi più nessuno, soprattutto non si sono mai visti, neanche per un giorno, i candidati; non solo le sezioni aperte". Lui ha allargato le braccia.

A Roma i ragazzi si impegnano, si sentono coinvolti, partecipano, senza per questo rinunciare a fare tutte quelle cose che fanno gli altri ragazzi “non impegnati”. Qualcuno dal palco di un comizio li ha ringraziati, loro hanno sorriso, si sono abbracciati e si sono fatti una foto: per tutti loro questa campagna resterà come un’esperienza importante e bellissima, in cui hanno lavorato moltissimo e si meriterebbero che le cose andassero bene, se non altro per tutto il tempo che hanno speso e l’impegno che hanno messo in tutto questo. Osteria Carlo Menta Trastevere
Un ragazzo emozionato raccontava dal palco, accanto a un importante candidato, di come quell’incontro fosse stato organizzato in 48 ore e, per lui, era un vero successo. Non era l’unica iniziativa nata in questo modo: "bisogna esser veloci a organizzarsi, conoscere l’agenda dei candidati e cercare di inserirsi quando sono nelle vicinanze, trovare il modo di farli partecipare attivamente nel quartiere, costruirgli un evento attorno", mi spiegava una ragazza, "E’ un modo per creare movimento nel quartiere, per far vedere che ci siamo: non basta aprire la sezione, bisogna anche fare in modo che la gente ci entri, che si interessi alle nostre proposte, che ci conosca".
Abbiamo percorso tutti insieme le strade di Trastevere per raggiungere la piazza del comizio, mischiandoci alle compagnie che a quell’ora vagavano in cerca di locali e ristoranti. Ridevamo e chiacchieravamo tutti insieme (giovani e adulti) come se ci conoscessimo da sempre e non ci eravamo mai visti prima; scherzavamo sul fioraio all’angolo che si è magicamente ingrandito nonostante la crisi. Roma è questa: aperta, sorridente, che ti accoglie e ti coinvolge.

Ci sono moltissime persone che mettono il loro tempo a disposizione dei partiti politici, che aprono le sezioni, che fanno i volontari alle feste, che si impegnano perché ci credono: sono bellissimi, la loro dedizione è bellissima. Purtroppo c’è chi se lo dimentica perché non ne ha più bisogno, cercando di sostituire i militanti con le televisioni per raggiungere l’elettorato.
I dirigenti di partito dovrebbero pensare di più a tutte queste persone che lavorano gratis per loro, per farli eleggere: tutte queste persone meritano dirigenti migliori, che smettano di scannarsi per le poltrone e che si occupino davvero di fare politica in modo serio. Il tempo delle persone, la loro passione, il loro lavoro, il loro impegno, la loro dedizione sono cose preziose, i dirigenti di un partito devono pensarci, perché senza tutto questo molti di loro oggi non sarebbero dove sono e non avrebbero la campagna elettorale che hanno avuto. I politici chiedono agli italiani di andare a votare, io chiedo ai politici di rispettare i cittadini e di occuparsene, invece di badare alle poltrone. Non si può chiedere l’impegno dei militanti e il voto dei cittadini pensando di rompere, subito dopo le elezioni, tutto ciò che si è faticosamente messo insieme.

p.s.:  non potevo rinunciarci! >>>


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 01:25 | Permalink | commenti (1) |
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mercoledì, 20 maggio 2009

LA MIA BANCA E' DIFFERENTE

Venerdì pomeriggio avrei voluto prenototare la mia vacanza per il ponte di giugno, ma ad oggi ancora non so se tutto è andato a buon fine.

Quando una banca ti offre un servizio, da qualche parte c'è sempre una fregatura sotto.
Un anno fa, circa, la mia banca ha disposto che per effettuare operazioni via telefono o via internet fosse necessario avere una chiavetta con dei codici particolari di accesso. Ho scelto di prenderla per poter utilizzare esclusivamente i servizi telefonici, in quanto ho poca fiducia nell'utilizzo del web per l'accesso ai conti correnti: nella rete può esserci sempre una falla o il pc che usi può avere un virus e qualcun altro può rubarti i dati, meglio non fidarsi.

Fino ad oggi  ho effettuato diversi bonifici telefonici, per lo più per prenotare gli alberghi e pagare la caparra, senza lasciare carte di credito (non ho alcuna fiducia in chi chiede la carta come garanzia e più volte sui siti web mi è capitato di leggere di turisti stranieri a cui erano state addebitate le somme del soggiorno prima ancora di averne usufruito). Da un po' di tempo a questa parte, però, c'è sempre qualche intoppo: "Signorina, il sistema è bloccato riprovi più tardi", "Glielo faccio però ci vogliono un po' di giorni", "I soldi arrivano tra quattro o cinque giorni lavorativi, se vuole cambiare valuta paga di più", "Attenda un momento... no, mi spiace non si riesce, provi domani", "No, per il CRO richiami domani a quest'ora, ci vogliono 24 ore per generarlo perché prima il bonifico è annullabile"... Per non parlare delle contabili che attestano che l'operazione sia avvenuta realmente, che arrivano a casa un mese dopo... immaginate con quale utilità!

Venerdì 15 maggio pomeriggio, alle 17.50, ho telefonato al servizio clienti della mia banca per chiedere di effettuare il bonifico all'hotel per la caparra. La ragazza che ha risposto mi ha detto subito che prendeva in carico l'operazione, ma essendo già passate le 17.30, il tutto sarebbe partito lunedì 18 (ieri) e per avere il CRO avrei dovuto chiamare martedì (oggi), dopo le 17.30. In ogni caso, l'hotel non avrebbe visto i soldi fino a venerdì 22: "Sa, contano i giorni lavorativi e c'è di mezzo il sabato e la domenica". Il tutto mi costa 2 euro di spese di commissione. Non dico nulla, ma mi chiedo che senso ha mantenere un servizio telefonico oltre le 17.30 se poi l'operazione che richiedo non è più fattibile e perché lunedì viene fatta partire alle 17.30 e non prima, dato che tanto è già segnata come "da fare".

Questa sera sono rientrata alle 19.45 e il primo pensiero è stato quello di chiamare la banca per farmi dare il numero di CRO (vietato chiamare dall'ufficio, nelle nostre stanze si sente tutto di tutti e non è piacevole). Dopo avere perso 5 minuti a digitare codici al risponditore automatico, finalmente risponde una signorina. Le chiedo il CRO del mio bonifico, mi molla in attesa altri 5 minuti e penso che la fanciulla ha voglia di andare a casa e mi pareva proprio che il servizio telefonico chiudesse alle 20.00. La ragazza ritorna e mi dice che il CRO non si può avere, perché il sistema non consente di generarlo dopo le 19.00. Devo richiamare domani mattina dalle 8.00 in poi. Mi arrabbio molto, urlo, le spiego la situazione, le dico che non ce l'ho con lei, ma essendo lei la mia interfaccia per un servizio che non funziona, sta a lei trovare una soluzione oppure mi passi un direttore. La ragazza dice che non c'è soluzione, anche se andassi sul mio conto online non vedrei il CRO perché il bonifico l'ho fatto al telefono. Perdo la pazienza, dico alla signorina che lo so che ha voglia di chiudere e andare a casa, ma se c'è un servizio lo pretendo: i miei soldi stanno in giro da venerdì alle 17.50 e non arriveranno fino a venerdì, ho pagato 2 euro di spese e non ho uno straccio di documento che attesti l'avvenuta operazione. Ho fatto tutto via telefono per essere agevolata, non avere code agli sportelli, non avere vincoli orari e adesso esce la sorpresa: nessuno mi ha avvertito che il CRO alle 19.00, come Cenerentola, svanisce! Lei non ha risposte, dice solo che non andrà a casa perché il servizio termina alle 22.00. Peggio ancora: "Cosa sta lì a fare fino alle 22.00 se le operazioni non si possono fare?" - le dico - "Cosa la chiamo a fare, per chiacchierare? E' la banca o una chat-line? Ho chiesto la voce dispozioni bancarie al centralino, se il servizio dopo le 19.00 non esiste, primo dovete dirlo o meglio scriverlo in tutti i documenti di sintesi che mi inviate ogni 15 giorni e non se ne capisce il senso, e secondo chiudetelo perché è un servizio che di fatto non c'è".

Dopo dieci minuti di attesa mi passano un presunto "responsabile", il quale non sa dirmi nulla di più della ragazza di prima, non è in grado di risolvere il mio problema e come unica soluzione mi dice di stamparmi la lista dei movimenti (contenenti la descrizione) che appare dal mio conto online e sperare che l'hotel si accontenti. Mi rassicura anche sul fatto che il sito della banca sia superprotetto. Non è una risposta.

Questa sera ho corso il rischio, ho cercato i documenti per accedere al conto online e c'erano scritti mille codici, tranne il sito da cui accedere... E' saltato fuori per caso, da un'altra lettera! Mi aspettavo di trovare chissà quale procedura blindata per accedere e invece no: basta inserire gli stessi tre codici che digito al telefono (anzi, più rapido che al telefono) ed è fatta. Non appare neanche una di quelle finestrelle che ti dicono che stai aprendo una pagina protetta contenente dati riservati: la mia posta di yahoo è più sicura del sito della banca!

Cerco di essere rapida, prendo ciò che mi serve e chiudo ma, mentre chiudo, mi accorgo che in un angolino in alto a destra c'è scritto che il mio ultimo accesso è stato l'8 giugno... La pagina sparisce, ma io non sono mai entrata nel mio conto online prima di oggi. Richiamo l'operatore, digito codici su mille centralini e il ragazzo che risponde mi rassicura che "No, è tutto ok, il suo primo accesso è oggi. L'8 giugno scorso c'è stata la migrazione del sistema, può essere che sia stata segnata quella data lì, ma stia tranquilla non è entrato nessuno". Stia tranquilla? Cioè sulla data del mio ultimo accesso c'è una data messa a caso che non corrisponde ad un mio accesso e io dovrei stare tranquilla? Che attendibilità può mai avere un sito del genere? Sono scoppiata a ridere per non mettermi ad urlare anche con quel ragazzo, ma domani urlerò con il direttore.


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 01:01 | Permalink | commenti (3) |
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domenica, 17 maggio 2009

DA UNA PORCATA ALL'ALTRA

Sabato pomeriggio, casa di mia madre, in un tg si accenna al referendum.

Mamma: "Che referendum c'è?"
Io: "Quello per cambiare la legge elettorale porcellum"
Mamma: "E'? Porcellum?"
Io: "Sì, la legge fatta da Calderoli qualche anno fa e poi definita da lui stesso porcata, da cui porcellum"
Mamma: "Cioè fammi capire, i politici eletti al governo hanno fatto una legge elettorale che è una porcata per loro stessa affermazione e adesso ci dicono di andare a votare per cancellarla?"


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 19:52 | Permalink | commenti (3) |
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venerdì, 15 maggio 2009

SCRITTURA CREATIVA

Quando si dice "pensarla allo stesso modo":
nuvolasenzainverno - 17 aprile 2009>>>
PdRoma4 - 13 maggio 2009>>>

P.S.: Federica se hai bisogno di un'addetta stampa, chiamami!!!


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 00:48 | Permalink | commenti (1) |
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sabato, 09 maggio 2009

LA CAMPIONARIA

Chi pensava che nel 2009 La Campionaria fosse solo un ricordo lontano della gloria della Fiera di Milano di un secolo fa, si sbaglia: la manifestazione si tiene ancora ed è diventata modernissima e splendente, all'insegna delle forme dell'arte contemporanea e del design più innovativo, abbandonando l'industria che la caratterizzò nelle sue edizioni più note per aprirsi al grande pubblico. Peccato che il grande pubblico non lo abbia saputo! Girando per il padiglione 3 di FieraMilanoCity (nome nuovo per una fiera vecchia eppure bellissima) era il deserto: la mattina non c'era in giro alcuna persona che non appartenesse a qualche stand, vuoto tra l'area dell'esercito italiano, il modellino del treno Frecciarossa, i motoscafi e la Ferrari grigia... Confetti di Sulmona - composizione florealeQualcuno lo si è visto al pomeriggio, per lo più ad addentare qualche specialità offerta nell'area dei salumi di San Daniele, oppure tra il cioccolato delle Marche e i confetti di Sulmona e i cibi biologici di Coldiretti e Slow Food. Occasione quasi sprecata per una manifestazione che poteva essere una vera attrazione se la si fosse comunicata meglio: nel sito www.lacampionaria.it non c'è traccia del catalogo espositori o per lo meno di cosa troverà in fiera chi deciderà di visitarla, si parla solo di "eccellenze italiane" e dalle foto in scorrimento e leggendo il programma dei convegni si può dedurre che ci saranno cibo, moda, arte, turismo e territorio, ma non è chiaro in quali forme o quali aziende espongono. Per non parlare della precisione delle indicazioni sul come arrivare in Fiera: nel sito viene riportata l'indicazione della fermata della metropolitana 1 Amendola Fiera, distante 1 km dall'ingresso... peccato che la fermata più vicina sia Lotto!

Eppure qualcosa di forte per dare risalto alla Campionaria è stato fatto, ospitando il David di Donatello, fresco di restauro. L'opera d'arte, pubblicizzata su giornali e cartelloni, annunciata da Ministri e personalità di spicco della politica locale, in effetti qualcuno lo ha attirato, ma il percorso che portava alla sua scoperta era allucinante... Si spera che i fiorentini non vengano mai a vederla qui, perché riderebbero di Milano per l'eternità! Per arrivare allo splendore del David di Donatello, occorreva abbandonare il luccichio e l'arte contemporanea del padiglione 3, salire le scale mobili per percorrere la galleria (dove si trovano bar, sala stampa, self service, toilette, sale per convegni),  salire nuovamente su scale mobili immerse nel buio sovrastanti il grigio desolante di un padiglione completamente vuoto e approdare in un altro padiglione grigio e vuoto con una passerella di moquette rossa. Qualche minuto di attesa davanti alle guardie, fino all'arrivo alla fine della passerella: davanti David illuminato dai fari, in una stanza dall'ingresso di tende rosse; intorno il grigio-niente. Guardando il David e tralasciando il niente-grigio, il colpo d'occhio è stupendo. Entrando, per avvicinarsi, qualcosa peggiora: dentro è tutto completamente buio, i fari sono pochi e tutti puntati sulla statua di bronzo dai capelli d'oro e su qualche tabellone messo ai lati che ne spiega le fattezze. Per chi è miope o soffre di problemi di vista, non è proprio una gran visione... David splende, al di là del grigiore buio del padiglione della fiera. David splende nel suo bronzo e nei suoi capelli d'oro: un David giovane nel corpo, dal sedere piccolo e dalle dita dei piedi lunghe, dai capelli lunghi e una volta dorati, più bello che sulle cartoline e sui libri d'arte. David sta immobile al centro della sala e guarda chi lo guarda e si fa guardare. Ancora mi chiedo per quale ragione abbiano messo una simile bellezza così lontano dall'esposizione e così immersa nella desolazione.

Orso MarsicanoLa Fiera era molto bella; l'assenza di molti visitatori ha permesso ai pochi arrivati di vedere tutto con calma, di fermarsi agli stand a parlare con gli espositori, di conoscere progetti importanti (come quelli della Fabbrica del Sole per una casa a impatto zero), di  scoprire territori su carta che un giorno si potranno vedere dal vivo (bellissimi i libretti delle Marche, mitico l'Orso Marsicano al desk del Parco Nazionale d'Abruzzo), di vedere come cambia anche il normale arredamento domestico con la mano di un designer (c'erano sedie con schienali di stoffa modellata a pappagalli o a gabbiani, un tavolo-bussola con disegnati i punti cardinali, una vasca bassa di acqua con sassi e pesci di vetro, una scrivania bianca a forma di nuvola...).


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 22:56 | Permalink | commenti (2) |
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martedì, 05 maggio 2009

IL PAESE REALITY

«Bisogna specchiarci in questo Paese, vederlo per quello che è in realtà. Un Paese nel quale le madri offrono le figlie minorenni in cambio di un'illusoria notorietà. Un Paese in cui nessuno vuole più fare sacrifici perché tanto la fama, i soldi, la fortuna arrivano con la tv, col Grande Fratello. Che futuro si prepara per un Paese così?». A dire tutto ciò è Veronica Lario sulle pagine del Corriere della Sera.
«Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito né un demerito. – aveva detto la signora Lario a Repubblica, commentando le candidate “veline” del PDL - Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti».

«Qualcuno - concludeva Veronica Lario - ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell'imperatore. Condivido: quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere».


Così appaiono certe candidature alle elezioni europee di giugno, ma le donne vittime-complici di questi meccanismi biechi non ne escono bene.


La classe politica dirigente con queste candidature dimostra delle cose molto chiare:
1) Alla politica europea non ci crede per niente e anziché candidare persone preparate, con valide esperienze maturate sul campo e pronte a rappresentare diligentemente l’Italia e gli italiani al Parlamento europeo, candida soggetti di dubbia provenienza, con alle spalle esperienze di vario tipo maturate ovunque tranne che in politica (e se già è complesso far politica a livello nazionale, figuriamoci con quale facilità si muoveranno tra i cavilli della legislatura europea). Il problema, però, non riguarda solo le belle ragazze del PDL, ma tutto il sistema politico: sono molti gli uomini e le donne paracadutati in politica con gli stessi criteri di valutazione. Per Marianna Madia – candidata con Veltroni alle politiche – si disse che portava il valore dell’inesperienza… Sarebbe stato il caso che, invece, un po’ di esperienza l’avesse fatta prima di finire in Parlamento: la gavetta si fa in tutte le professioni, non si capisce perché i politici (che dovrebbero avere ruoli di grande valore e responsabilità) possano essere paracadutati a piacimento di chi comanda con tale facilità.
2) Quello che conta è avere personaggi che portano voti; poi che fine faranno una volta che le schede elettorali sono state contate non ha più alcuna importanza. Qualcuno finisce per dimettersi e tornare a fare quello che faceva prima; qualcun altro diventa troppo ingombrante ed è il partito a scegliere di abbandonarlo, anche solo accantonandolo in disparte, lasciandolo senza nuove prospettive, in modo da eliminarlo onde evitare che porti via la poltrona da sotto il sedere di qualcun altro (si veda come sono finiti molti aspiranti leader del centro-sinistra). L’obiettivo dei partiti è solo vincere le elezioni per dimostrare di essere i più forti e avanzare pretese sul terreno della politica nazionale, tutto il resto non conta niente.
3) Contano le relazioni per andare avanti; pubbliche, private, di amicizia, di sesso, d’amore… Chi è “amico di” avrà sempre le porte aperte, per tutti gli altri non ci sono opportunità. Berlusconi lo dice candidamente parlando di una sua graziosa candidata: «Barbara Matera è laureata in scienze politiche, me l’ha consigliata Gianni Letta, è la fidanzata del figlio di un prefetto suo amico». Tutte le belle fanciulle, dal curriculum perfetto, con qualche esperienza interessante, non hanno speranza se si sono infilate nel letto sbagliato!


Gli elettori non sembrano prestare molta attenzione a tutto ciò: votano per il Parlamento europeo allo stesso modo in cui voterebbero per il Parlamento italiano. In molti casi votano addirittura le stesse persone, senza dare importanza al fatto che queste persone – già elette in Italia – non potranno affatto andare a rappresentare il Paese in Europa.


Le vicende private (ma non troppo) della signora Lario che accusa il marito-Premier di andare con le minorenni appaiono come un divertente gossip da Isola dei Famosi, in scena sulle pagine di quotidiani e settimanali, dove non contano i contenuti ma solo i colpi di scena per riderci su, allo stesso modo di come un telespettatore guarderebbe due naufraghe di Simona Ventura prendersi per i capelli per stupidi motivi. E sarebbe pure giusto farlo dal momento che si sospetta che dietro alla vicenda privata sbattuta in prima pagina, ci siano interessi ben diversi dalle questioni di “corna” (che sicuramente non sono piacevoli da portare), solo che si tratta delle vicende del Presidente del Consiglio, che non è un naufrago dell’Isola dei Famosi o un buzzurro del Grande Fratello, ma è l’uomo che dovrebbe rappresentare l’Italia.


E poi c’è la giovane Noemi che raccontava ai giornali «Lo chiamo Presidente, ma qualche volta mi scappa papi, secondo al mio papà, ovvio. Vado a trovarlo, a Roma, a Milano». Parole sconsiderate, uscite dalla bocca di una ragazzina ingenua che non si rende conto del peso che assumeranno una volta che saranno su tutti i giornali? O parole di una furbetta in cerca di pubblicità facile, che non si rende conto della bomba che sta facendo esplodere. Probabilmente entrambe le cose: la bella e giovane Noemi si è lasciata andare a delle frasi che normalmente non si dicono ai giornali. Noemi ha parlato senza pensare, contenta di farsi un po’ di pubblicità, gasata da tutta quell’attenzione piombata all’improvviso su di lei e consapevole del fatto che bisognava assolutamente approfittarne perché certe occasioni non capitano due volte, e non ha intuito minimamente che si stava cacciando nei guai e ancor meno ha pensato che le sue parole avrebbero potuto offendere la moglie e i figli di Berlusconi. Non è bello per una moglie leggere sui giornali che il proprio marito è chiamato “papi” da una graziosa ragazzina sconosciuta, indipendentemente dal fatto che potesse essere una frase senza senso detta tanto per dire. Forse Noemi, visto il casino che ha combinato, prima di sparire nel dimenticatoio, avrebbe quanto meno potuto chiedere scusa alla signora Veronica e dire di essere stata male interpretata: non le avrebbe creduto nessuno, ma almeno avrebbe mostrato di aver compreso di aver commesso un errore a lasciarsi scappare certe dichiarazioni.
A volte le parole hanno un peso anche maggiore dei fatti…


Alla fine la vera svantaggiata da questa vicenda sarà proprio la ragazza di Casoria: costretta a scomparire nel nulla per un po’ di pubblicità facile. Tre “veline” hanno passato il turno e sono in corsa per le elezioni europee, in caso non avessero successo nella politica, sarà presente anche Fabrizio Corona che potrà sempre riciclare loro e se stesso nello spettacolo! Noi, invece, ci divertiremo (?) a seguire la telenovela Silvio-Veronica molto più della campagna elettorale… Forse che anche noi italiani – così come i nostri politici – non crediamo davvero più all’Europa, sempre tanto lontana e pronta a bacchettarci più che ad accoglierci a braccia aperte?


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 00:36 | Permalink | commenti (1) |
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sabato, 02 maggio 2009

MILANO DA TURISTA

Difficile fermarsi a guardare Milano per chi ci vive. E' risaputo che a Milano si va di corsa e, fino a un anno fa, si lavorava e basta (adesso vanno di moda gli happy hour post-ufficio). Milano ingrigisce ogni giorno sotto la cappa dello smog delle auto e della polvere sollevata dal vento nelle aree intorno agli scavi per le nuove linee della metropolitana.
Eppure quando c'è il sole e il cielo è terso, Milano si colora: le case riemergono dalla monotonia, appaiono le fisionomie antiche, la fattezza delle finestre evidenzia l'epoca della costruzione, i balconi mostrano il verde dell'edera e il rosso acceso dei gerani. Basta sollevare lo sguardo da terra per accorgersi di una città che ha una forma legata alla sua storia e improvvisamente appare chiaro e bellissimo tutto quello che nei giorni di lavoro e di grigio non si ha tempo né voglia di guardare. Può capitare di accorgersi così di palazzi del XIX secolo appena restaurati che si sono sempre avuti sotto al naso e non si sono mai visti.
A volte, per scoprire la propria città, bisognerebbe prendersi un po' di quella leggerezza che si ha quando si fa i turisti altrove.
Da turisti ci si accorge che il Castello Sforzesco è enorme e bellissimo (peccato solo per gli interni un po' polverosi che potrebbero essere tenuti meglio). Una folla di stranieri gli si accosta con macchine fotografiche e telecamere di ultima generazione e forse nessuno dei milanesi lo ha mai fotografato.
Oggi i visitatori erano numerosi anche perché è giunto al termine il periodo di esposizione del Crocifisso ligneo attribuito a Michelangelo, recentemente recuperato dal Ministero dei Beni Culturali.
Il percorso all'interno del museo era affollato da persone arrivate da ogni parte d'Europa e molto numeroso era un gruppo di fiorentini venuti appositamente per scoprire l'opera di Michelangelo.
Al Castello Sforzesco è da sempre ospitata anche la Pietà Rondanini di Michelangelo, ma non ha mai riscosso molto successo tra i visitatori italiani e la sua stessa collocazione non è mai stata molto valorizzata in precedenza: solo ora si è deciso di strutturare il percorso all'interno del Museo del Castello in modo da far diventare le opere di Michelangelo il punto di arrivo della visita.
Un altro Crocifisso (inglese) inganna i visitatori a metà percorso: è grande ma non brilla per bellezza e ci si accorge in fretta che non è quella l'opera per cui tutti sono arrivati. Il Crocifisso di Michelangelo è piccolo, in una teca di fronte alla Pietà Rondanini, nell'ultima sala prima dell'uscita. Lo stupore iniziale per le dimensioni è molto, un po' per come l'opera era stata presentata in televisione nei mesi scorsi, ma soprattutto perché la visione del Crocifisso inglese incontrato qualche corridoio prima rende inevitabile il confronto; tuttavia la bellezza dell'arte di Michelangelo non ha paragoni.
Prossimo appuntamento con l'arte fiorentina a Milano è dal 7 maggio con il David di Donatello ospite di Fieramilanocity, in occasione della Fiera Campionaria.


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 23:07 | Permalink | commenti |
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sabato, 25 aprile 2009

25 APRILE

«L’eredità spirituale e morale della Resistenza, della lotta per la liberazione d’Italia vive nella Costituzione, Carta fondante della Repubblica, pietra angolare del nostro agire comune e della nostra rinnovata identità nazionale» (Giorgio Napolitano, Roma 24 aprile 2009).
Negli ultimi anni, il 25 aprile è diventato il giorno delle polemiche e delle assenze. In realtà è una festa nazionale: «La celebrazione del 25 aprile deve diventare finalmente occasione di ricordo, di riconoscimento, di omaggio per tutte le componenti di quel grande moto di riscatto patriottico e civile che culminò nella riconquista della libertà e dell'indipendenza del nostro Paese», ha detto oggi il Presidente della Repubblica.

Sotto la mia finestra, come ogni 25 aprile, è passato il corteo di auto degli ex partigiani: sono stati a deporre una corona di alloro nell'ingresso di una casa popolare, la stessa dove hanno abitato i miei nonni, in ricordo dei partigiani che vi hanno abitato e che - a differenza del mio nonno - sono stati meno fortunati e, dopo la guerra, a casa non hanno mai fatto ritorno.

Ascoltando le parole di un neo-candidato alle elezioni europee su alcune sue vicende familiari, è emerso che c'è un'intera generazione che probabilmente ha trascorso tutta la sua gioventù in guerra: è la generazione dei miei nonni, di chi - negli anni della guerra - aveva tra i 18 e i 25 anni. Gli stessi anni in cui noi oggi andiamo in discoteca, al cinema, in giro sui motorini, all'università, a cercare fidanzati/e, a cercare lavoro... c'è una generazione intera che tutto questo periodo di vita lo ha trascorso facendo la guerra.

E dopo aver pensato tutto questo, provo un certo disagio (per dire un eufemismo) nel leggere le parole di Ignazio La Russa, in un'intervista a Il Foglio del 20 agosto 2008, in cui dichiara: «Mi sono battuto per il superamento del servizio di leva, ma l’effetto negativo può essere quello di tagliare ogni contatto tra i giovani e le forze armate. Perciò ho immaginato un mese all’anno, per chi vuole, di addestramento atletico, mentale e militare, con una bella iniezione di riferimenti culturali. Un mese di educazione alla disciplina, che non fa male ai giovani di oggi».


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 12:23 | Permalink | commenti (2) |
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venerdì, 17 aprile 2009

DAVID SASSOLI CANDIDATO ALLE ELEZIONI EUROPEE

David Sassoli - Repubblica.itCaro Segretario,
ho pensato molto alla tua proposta di presentarmi come capolista nell'Italia centrale alle prossime elezioni europee. Di primo acchito mi ha frenato la paura. Per tanti anni ho fatto il mestiere che sognavo da piccolo da non immaginare cosa sarebbe stato abbandonarlo. Pensiero dopo pensiero, però, ho maturato una idea diversa: proprio perché fortunato forse è venuto il momento di restituire alla mia comunità un po' di quello che ho ricevuto. Riflettendo ho anche messo a fuoco i termini dell'impegno che mi chiedi di contribuire a sostenere, la condizione di difficoltà del nostro paese, l'inevitabile declino rispetto alle scelte di questo governo, la necessità di irrobustire le ragioni di un partito che deve superare la sindrome di essere figliastro del '900. La sfida delle europee riassume tutto questo. Viviamo in un “tempo umiliato” da non consentirci estraniamenti e distrazioni. Il futuro del nostro paese dell'Europa sarà anche ciò che noi lasceremo.
Caro Dario, accetto la tua proposta di indossare un vestito nuovo in un giorno per me molto speciale. Ventuno anni fa, come ricorderai, veniva ucciso dai terroristi Roberto Ruffilli. Era un amico, un intellettuale che serviva questo paese.
Con affetto
David Sassoli

Questo il testo diffuso dall'ufficio stampa del Partito Democratico in cui viene annunciata la candidatura di David Sassoli alle elezioni europee.
Dell’ipotesi di una candidatura di David Sassoli si parla da anni ad ogni elezione, ma che questa volta ci fosse qualcosa di diverso lo si era intuito dagli ultimi giri di poltrone accelerati da una politica che si occupa di tutto tranne che dell’interesse reale dei cittadini, ma anche dalle parole di pochi e dai silenzi di molti.
David Sassoli colpisce – oltre che per il bel sorriso e gli occhi di cielo – per la sensibilità che traspare dai suoi lavori giornalistici, per il saper far emergere particolari che vanno oltre la mera cronaca di un fatto, per il saper porre l’accento su aspetti che suscitano domande e spingono a riflettere sulle cause che scatenano gli avvenimenti.
Ma c’è anche qualcosa di più: Sassoli è molto preparato, in molti suoi interventi, durante le varie conferenze, ha sempre espresso in modo chiaro delle idee forti, con la competenza di chi ha maturato delle esperienze e di chi è pronto per qualcosa di importante. Non è mai stato un parlare qualsiasi quello di Sassoli.
Noi, bambine cresciute che ci intenerivamo ogni volta che il bel giornalista appariva in tv, non potevamo non stupirci di fronte a tanta forza e tanto coraggio nell’esprimere concetti che normalmente spettano ai dirigenti (ma che spesso nemmeno loro hanno voglia o capacità di esprimere). Noi, innamorate perse di quella meraviglia di uomo, lo sapevamo che Sassoli non ci colpiva solo per un fatto estetico, e lo dicevamo a chi ci prendeva in giro che lui era il migliore e che c’era molto altro oltre alla lettura delle notizie davanti alla telecamera… Solo che speravamo che davanti a quella telecamera ci restasse il più a lungo possibile!

Personalmente, trovo che sia bellissimo ciò che Sassoli ha scritto a Franceschini: sono parole “normali” che sembrano vere! Mi fa un effetto strano leggere parole così dirette e semplici da persone importanti.
Questa sera, per me, non è una sera come le altre: fa un effetto strano arrivare a casa all’ora del telegiornale e non sapere più su che canale mettere le televisione, perché non c’è più un motivo imprescindibile per sceglierne uno piuttosto che un altro.

Buona fortuna e buon lavoro, David!


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 00:39 | Permalink | commenti |
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domenica, 12 aprile 2009

TERREMOTO A L'AQUILA

Sono 294 i morti del terremoto che ha colpito l’Abruzzo nei giorni scorsi. L’Aquila è una città distrutta, altri paesi sono stati rasi al suolo e sono già cominciate le inchieste della magistratura per accertare eventuali responsabilità per i crolli degli edifici.
Una Pasqua amara quella che si celebra oggi, anche tra le tendopoli allestite dalla Protezione Civile per ospitare gli sfollati.
Persone forti gli abruzzesi, composte nel loro dolore, pronti a ricominciare. Persone che, in alcuni casi, hanno perso tutto: abitazioni ridotte a cumuli di macerie, negozi e attività commerciali distrutti o gravemente compromessi, oggetti, indumenti, ricordi e sacrifici di una vita andati in frantumi in 20 secondi di terremoto, amici e parenti seppelliti dalle macerie. A qualcuno è andata meglio, qualcosa potrà salvare, ci vorrà del tempo ma potrà rimettere piede nella sua casa; qualcuno una casa non ce l’ha più e neanche ciò che aveva dentro. Già, perché una casa non è solo fatta di muri: in inglese si differenzia tra “house” (la casa intesa come edificio) e “home” (la casa intesa come affetti) ed è proprio quest’ultima di cui si sente di più l’assenza: una casa è fatta dalle cose che la riempiono, sono queste che contano, sono loro a dare la sensazione di “casa” e sono quelle che si vuole ritrovare ogni giorno e ogni sera quando si rientra, in quali muri non importa molto. Così, all’esigenza pratica di non avere più un tetto sopra la testa, si aggiunge il dramma psicologico di non avere davvero più nulla di tutto ciò che fino a quel momento ha costituito la propria vita.
E poi ci sono i morti: adulti, studenti, anziani, bambini… il terremoto non ha fatto differenze, è crollato su tutti indistintamente, portandoseli via e lasciando il vuoto in chi resta, il senso di rabbia per non aver potuto fare nulla, per non essere riusciti a mettere in salvo chi si ama ed esser rimasti soli, senza nulla. Perché quando perdi chi ami (una madre, un figlio, un padre, un amico, un nonno, una fidanzata, un marito…), oltre alla casa e alle cose, la sensazione è davvero quella di non avere più nulla. Il fatto di essere in tanti nella stessa condizione non sempre basta a superare la tragedia.
Ci provano a dare sostegno i volontari della Protezione Civile, della Croce Rossa, dell’Esercito, i soccorritori, gli psicologi, le istituzioni (sempre molto presenti in questo dramma) e ci prova il resto dell’Italia, fatta di gente comune, colpita e commossa che vuole offrire aiuto e ospitalità a chi ha subito un trauma così doloroso.
Poi ci sono gli operatori dell’informazione che, per lavoro, sono più che mai presenti: a volte li accusano di speculare sul dolore della gente, altre volte portano un po’ di distrazione con le loro telecamere mentre si aggirano per le tendopoli, ma la verità è che sono preziosi perché permettono di portare alla luce storie, far emergere notizie, denunciare problemi e disagi, dare voce alle persone così drammaticamente colpite e raccontare quel che succede in questa parte di Italia, consentendo spesso di far scattare il meccanismo di solidarietà.
Da giornalista, mi permetto di fare alcune considerazioni in merito. I giornalisti (anonimi o famosi) hanno lavorato tutti moltissimo, collegati con le loro redazioni giorno e notte, cercando di essere puntuali nei loro racconti, attenti a far emergere le storie delle persone e i particolari più importanti e significativi di questa tragedia. I fotografi e gli operatori che, spesso rischiando, ci hanno portato tutte quelle immagini che abbiamo visto sui giornali e nelle tv e che hanno consentito di farci percepire almeno in parte l’entità del disastro. C’è chi il suo lavoro lo ha fatto bene, chi è riuscito meglio e chi no, ognuno con la sua sensibilità e con le difficoltà con cui si è dovuto rapportare, ma personalmente credo che vada riconosciuto a tutti il merito di aver cercato di dare un'informazione corretta e puntuale: non è facile trovare la formula giusta per raccontare una tragedia simile senza rischiare di urtare le sensibilità dei colpiti dal dramma.

Buona Pasqua a tutti.


By Diana nuvolasenzainverno alle ore 13:16 | Permalink | commenti |
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